Recupero Anni Scolastici

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La nostra mission

Visione Globale offre una proposta formativa molto ampia - dai corsi regionali e professionali ai percorsi universitari sia italiani che esteri, per giungere alle lingue, all’informatica e alle belle arti. 

I corsi sono pensati e progettati per rispondere alle esigenze e attitudini di chi ha voglia d’investire sul suo futuro, per inserirsi nel mondo del lavoro pubblico e privato.


Il 2015 volge al termine: una sintesi degli eventi maturati in questi dodici mesi

Al volgere del 2015 l’Associazione Visione Globale, diretta dal dott. Rosario Caserta, conferma con grande soddisfazione un anno di successi scaturiti da costante dedizione, impegno e professionalità. Un anno di certo impegnativo che, anche grazie alla proficua collaborazione di tutto il personale, ha visto il raggiungimento di mete significative e spesso difficili.

I primi risultati sono maturati già nei primi due mesi dell’anno: il 14 Febbraio 2015 è stato infatti inaugurato il Polo Didattico Universitario/Scuola Forze Armate a Catania, sede centralissima,  ubicata in Corso Sicilia 48, nel cuore della città e a due passi dalla famosa Via Etnea. Nello stesso mese, precisamente il 21 Febbraio 2015, la Scuola Forze Armate sponsorizza e partecipa al convegno della CNPCT (Coordinamento Nazionale Personale Commissioni Tributarie), tenutosi a Firenze, dal titolo “Efficienza, organizzazione ed amministrazione della Giustizia Tributaria”; evento patrocinato dalla Regione Toscana, dalla SUN e dall’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Firenze. A Marzo del 2015 l’Associazione Visione Globale sponsorizza il docu/film “Magma” di Emanuele Coppola, il quale promuoverà la città di Somma Vesuviana ed il suo patrimonio etnico culturale. Un’ulteriore partnership  è stata effettuata a favore dell’Accademia musicale “Le Camenae”, per la realizzazione di manifestazioni culturali ed eventi musicali. In concomitanza con la 56ma edizione della Biennale di Venezia, in data 19 Settembre,  è stato inaugurato il padiglione “Visione Globale”. La sede centralissima è ubicata presso  l’Istituto Provinciale  per l’Infanzia “ Santa Maria della Pietà”,   nel cuore della città  a due passi dalla famosa piazza San Marco e dalle più importanti linee pubbliche e private di navigazione. Il 10 Ottobre 2015 è stata inaugurata la nuova sede “Visione Globale” a Bassano del Grappa presso l’Istituto Missionario Scalabrini, location spirituale e suggestiva. Per il secondo anno consecutivo, inoltre, l’Associazione Visione Globale ha organizzato per il Natale 2015 una raccolta fondi da devolvere alle famiglie più bisognose dell’Etiopia. Grazie ad una convenzione, profondamente voluta, con “Missioni Estere Cappuccini Onlus” di Recanati, l’Associazione Visione Globale, nell’anno 2014, ha adottato a distanza  undici bambini etiopi, donando loro solidarietà e sostegno continui. Orientati già al 2016, ci auguriamo che il nuovo anno sia all’insegna di altrettante soddisfazioni professionali e personali.

Nuovo Padiglione "Visione Globale" Venezia

Il 19 Settembre 2015, presso l'Istituto "Santa Maria della Pietà" di Sestiere Castello, Venezia, l'associazione "Visione Globale", diretta dal Prof. Rosario Caserta, ha inaugurato il nuovo padiglione "VISIONE GLOBALE". Oltre ad illustrare le attività didattiche e formative, l’associazione è stata promotrice della mostra "Contaminazioni post-moderne" degli artisti siciliani Alfredo Prado e Domenico Boscia. Un importantissimo evento culturale che ha ospitato artisti di prestigio internazionale e mondiale. I Maestri Alfredo Prado, agrigentino (grafiche) e Domenico Boscia, di Motta d’Affermo (ceramiche), che da tempo e sempre con grande successo si impongono nel panorama culturale italiano, hanno fatto mostra del proprio estro creativo e delle ricercate tecniche artistiche che tanto richiamano i caldi colori e gli antichi incanti della Sicilia. Lo storicoevento è stato finemente realizzato sotto la Direzione artistica del Prof. Rosario Caserta e presentato dallo scrittore-giornalista e critico internazionale d’arte e letteratura Prof. Nuccio Mula, con il patrocinio dell’Associazione “Visione Globale D.E.A.M.S.– Demo, Etno, Arte, Musica e Spettacolo” di Venezia e dell’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.


Alfredo Prado e Domenico Boscia: contaminazioni post-moderne

La contaminazione è una delle conseguenze impreviste del nostro tempo, cioè di questo tempo che abbiamo variamente definito e che ancora variamente definiremo, perché chiaramente il sistema delle denominazioni è un sistema fragile, è un sistema che è adeguato a un momento della trasformazione della cultura, e quindi della vita materiale, del contesto individuale e di quello sociale, ma diventa subito inadeguato perché appartiene a un farsi o un disfarsi del linguaggio che non ha più interruzione senza intermissione, perché è la vita stessa della lingua e del linguaggio, cioè ogni lingua, ogni linguaggio che per un attimo solo cessassero di essere così dinamiche attive, capaci di essere pelle, di essere involucro ma pienamente aderenti alla realtà, sarebbero destinate a diventare archeologia, come tante lingue e tanti linguaggi diventano archeologie senza che noi ce ne accorgiamo. Ce ne accorgeremo quando un certo spessore di tempo ci farà riflettere sul sistema linguistico e ci accorgeremo di aver perso per strada tante parole, tante definizioni che non ci appartengono più e che per un momento abbiamo ritenuto fondamentali per la nostra capacità di connotare e di denotare. Le opere di Alfredo Prado e Domenico Boscia ci dicono che la contaminazione è appunto questo, è la presa di coscienza, la consapevolezza di una esigenza di modificazione quindi la modificazione in sé, la modificazione per sé. La modificazione in sé è quello che avviene al di là della nostra coscienza, quella per sé è quella che invece avviene nella coscienza e quindi capace di diventare originalità ricca, cioè una originalità che è consapevole di se stessa, e quindi in grado di procedere, di manovrare nel sistema delle culture, delle acquisizioni, delle memorizzazioni e degli abbandoni di sé. Con la scelta dei due artisti per il centro Visione Globale, il curatore, Rosario Caserta dichiara che nel nostro tempo non esiste uno stile, ma esiste una pluralità di stili, certamente meno durevoli nel tempo, ma non per questo meno affascinati, cioè la pluralità e la diminuzione temporale destano sempre di più l’interesse che nel tempo invece viene a consolidarsi per una legge di psicologia oggettiva, tende diciamo ad essere meno interessante, perché non ha più l’imprevisto. Ecco tutto ciò che perde d’imprevisto, perde d’imprevisti, chiaramente appartiene al nostro sistema di autoriconoscimento, cioè quindi di soddisfazione, ma non ha la carica imperativa del nuovo che sconvolge il vecchio e lo introduce in fantasmi, in orizzonti in paesaggi che non gli sono propri, come fanno i nostri Prado e Boscia. Quindi le loro opere, arte e applicazione dell’arte, non sono l’abbandono della cultura, l’abbandono dello stile ma è l’adesione alla cultura, l’adesione agli stili in questa nuova dimensione in cui la parola pluralismo diventa qualche cosa da sottoporre continuamente alla verifica dei poteri. Perché non c’è cosa peggiore, non c’è di peggio che dare per acquisito un significato vecchio a qualche cosa di nuovo, ovvero il nuovo non può essere detto con la forma del vecchio anche se spesso la forma del vecchio è talmente potente e forte da potersi collegare mimetizzandosi nelle lingue forti, nei linguaggi forti. I linguaggi forti prima di farsi sconfiggere, prima di perdere se stessi combattono e combattono duramente e spesso riescono a trasformarsi in una continuità discontinua, che è poi l’espressione delle grandi colonizzazioni, delle grandi civiltà, delle grandi culture come quella siciliana e campana. Le grandi culture sono quelle che entrano nella diversità con minor paura, perché pensano di poter accogliere le dimensioni del nuovo in un sistema di disordini. Sono utopie necessarie che non sconvolgono l’organismo originario, ecco per cui la visione globale è oggi modo di parlare, è modo di atteggiarsi, è il sistema della moda, sono i linguaggi della cultura, è il linguaggio della politica, è il linguaggio dell’etica, sono i linguaggi dell’estetica, sono i linguaggi della conoscenza ma anche della poesia, cioè tutto un insieme che ci connota come essenzialità diverse, come coesistenza della diversità. E questa coesistenza, questo ruotare intorno a un’asse, questa visione, è da un lato la dichiarazione della forza delle culture e dall’altro lato delle loro disponibilità a rinnovarsi e quindi anche a ricordare che se nella contaminazione e quindi nel prepararsi alle diversità, alle originalità sempre nuove, sempre diverse, sempre accentuate, dovesse venir meno il quoziente della memoria, quello sarebbe l’emblema di una nuova Babele, di quello che i linguisti, gli psicanalisti chiamano del sistema Rizoma, cioè di quel sistema che non ha né inizio né fine, per cui non c’è un punto in cui istituire un filo di Arianna. Sarebbe come istituire una follia, una demenza collettiva in cui tutti gli individui verrebbero a deperire e a perdere se stessi. Ecco Visione Globale vuole essere invece nel farsi e nel disfarsi dei linguaggi, un modo per comprendere l’ineluttabilità del disfacimento e proporsi al nuovo con attenzione, con rigore, con capacità di stare sopra, di essere saggio, di essere conoscente di quello che sta avvenendo, perché come ho detto qualche volta, ma certamente anche nel mio argomentare niente è mai uguale a se stesso, tutto è in continua trasformazione, ma a volte si tratta di trasformazioni invisibili e si tratta di connotazioni che non si fanno immediatamente riconoscere. Ecco la forza della cultura, dell’alta cultura, quella di Visione Globale, deve essere questo, mettersi sul delebile, mettersi sulle tracce dell’indelebile e farlo diventare segno e quindi anche alfabeta connotazione di capacità narrativa e conoscitiva. Alfredo Prado e Domenico Boscia sono più che mai interpreti del tempo di questo nuovo secolo, di questo nuovo millennio che ha bisogno di egalità, ha bisogno di capacità di comprendere l’autotrasformazione, di comprendere l’evoluzione, di comprendere l’invenzione e la fantasia. Lo vediamo ogni giorno, ma poi nella riflessione ci rendiamo conto che l’essere ogni giorno in una realtà non necessariamente crea consapevolezza. Ecco che la contaminazione non è l’incapacità di prendere posizione, ma è l’affermazione che oggi prendere posizione, una posizione, non è un fattore di intelligenza e di alta cultura, ma può essere un fattore di dogmatismo e di perdita di se stesso, quindi pluralità, originalità e memoria come capacità di essere nel tempo, di comprendere come diceva Aristotele la forma del tempo, il tempo della forma, ma anche di proporsi a essere continuamente ignoti a se stessi, comprendere di essere tali per poter ogni volta conoscersi e conoscere.

 

Prof. Pasquale Lettieri

Critico e curatore



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